lunedì, 09 novembre 2009
Fuori sta piovendo, l'acqua non smette di rugare i vetri. Piove pure sul mio volto. Ho scritto una lettera d'addio....
Oggi una frase mi riportava a me al mio periodo di impegni ed è stato illuminante. Ed è stato uno di quei tocchi invisibili...una di quelle luci che non puoi smettere di vedere. Abbagliante.
Le parole le tengo per me. Non sciupo. Mi allontano. Non sono quando torno.
Vado.
Sto con me....
Pausa dal mondo.
Poi forse ritorno...chè la parola ha una sua eco....quando ricama fili di seta e trame di Anima.
domenica, 01 novembre 2009
Gli occhi di Alda....
Cos'è la follia?
Parlare in una stanza a voce alta
senza nessuno accanto
di mille numeri
parete imbrattata
scarabocchi
un bicchiere riverso
una sedia sbilenca
e sigarette lasciate mezze spente
ascoltando la propria anima?
Il sogno che appena nasce ...
La sua musica...il suo mistero?
Cos'è la follia? Amare con tutta la consapevolezza
che esso ha in sè...e sapendo che mai nessuna
avrà un cuore tanto fragile ed insieme implacabile
forte
da sopportare urti
oltrepassare muri di indecenza e di paura
trasformare spine solo in rose?
Cos'è la follia? Avere ali di un angelo di cristallo
che nesuno sa vedere....
Mai nessun poeta ha avuto occhi tanto belli
per vedere l'incanto....per Sentire Dio
La scrissi il 7.4.07 quando compresi che la follia apparteneva all'Amore. Quando trovavo le sue parole come cura, balsamo doce a certi morsi affondati non solo nella carne, che questa col suo descorso prima o poi si sana. Ma lì in fondo dove non si vedono certe lacerazioni, certe cicatrici...lì dove il silenzio non stanca le parole di un dolore muto. Lì dove la violenza ha inflitto il suo colpo preciso...la poesia....arrivava come alito lieve, come carezza...volto di un angelo...come abbraccio...come dono...e riportava la promessa della primavera...che nessuno puo' impedire ad un fiore di nascere dal segreto della terra. Grazie Alda.
domenica, 25 ottobre 2009

Viene fuori così in questa domenica tra cielo spento e piovoso. Con i tasti ben visibili di una macchina da scrivere che può diventare la mitragliatrice o un piano magistralmente suonato. Strumento di Anima.
Ho ancora freddo? Non posso mentire. La risposta è no, non ho freddo e non mi accontento di una coperta presa in prestito.
Nè di sguardi indagatori, bramosi di vedere chissà cosa per eccitarsi. Sono stanca di dire e evidenziare che oltre le mie forme burrose di una bellezza felliniana, dal seno prorompente ed alto, lasciato profondamente scollato in senso di sfida...io ho un'Anima.
Dice di amarmi. Dice.
Finge. Forse.
Si ricava piccoli ritagli di me in questa domenica, dove lei, la pseudofidanzata, è seduta e posizionata al tavolo con la famiglia. Io un pensiero vago apparentemente ed ostinato. Si allontana prima di sedersi a pranzo e mi saluta. E' l'ennesima domenica senza dirle niente. Senza fare niente per stare con me. Tutto fintamente normale. Stranamente e beffardamente ci credo che provi qualcosa, ma sentirmi dire Vorrei ma NON posso, lei sta male, mi provoca un'ondata di rabbia pesante.
E chi cazzo se ne frega di questa povera cornuta, che poverina sta male ed ha problemi. Problemi tali che non gli consentono di lasciarla. E' bulimica, è anoressica? E' maniacadepressiva con istinti al suicidio, ed autolesionista? Non me ne fotte un beneamato piffero.Non sono egoista. Non sono un mostro senza cuore. No. Solo che nessuno più di me sa cosa significa uscire dall'inferno e farlo da sola con le carni e i brandelli di cuore sbriciolati, rosicati, a mo' di fanstasma. Tutto emaciato. Eppure mi sono ripresa a poco a poco la vita. Senza, giuro non la invidio, l'amore compassionevole di qualcuno. So io cosa sono state certe notti a guardare il vuoto, e la mia scatola nera. Di un dolore nero, che no questa povera cornuta non può consocere. Ringrazio Preciouss che non è stato con me per tenerezza e COMPASSIONE, nel senso più squallido alias la PENA che un essere ti suscita, perchè sola non ce la fa. Ringrazio il mio A. che non mi è mai rimasto accanto quando gli dicevo che avevo bisogno di lui. Che atto crudele mi era parso questo lasciarmi sola. Bene ora so che chi ti ama davvero ti deve lasciare sola a farti da sola le gambe. Forse sarà anche stato menefreghismo ed indifferenza ma li benedico lo stesso.
Non tollererei mai la finzione di un amore per pena.
Non elemosino più.
Ho smesso.
Non mi serve.
Poi se io invece mi sento morire, mi sento annientare che importa? Che gli importa?
Bene al tappeto da un coglione indeciso non mi ci faccio mettere. E lo chiamo coglione non tanto perchè realmente lo sia. Ma perchè un uomo che vive di immaginazione e non concretizza non fa per me. Di un altro pippaiolo non saprei che altro farmene. E sopratutto coglione perchè non si può usare il cuore per pena.
Ora forse staranno prendendo il caffè. Dirà, già lo so che pensa a me mentre guardava il fondo scuro della sua tazzina, che pensa a me mentre chiude gli occhi al buio. Che pensa a me qualsiasi cosa faccia. Questa tortura so che lo soffecherà se è vero che m'ama. Perchè qualunque problema, compassione e penoso rapporto non può legare sanamente...non può competere con ciò che l'Amore è.
Incontro di Anima.
Il caso oggi mi ha fatta inciampare su qualcosa che dice molto di più di ciò che i miei occhi e le mie dita potrebbero dire...

"Il tuo amore è un torrente.
Mi inonderai con alluvioni di dolcezza.
Stare con te è una Festa.
Scolpirò nella mia Carne il tuo Volto" D. Rimaud.
martedì, 20 ottobre 2009
Ho freddo. Sto tremando. Non tollero assurdità. Non tollero nemmeno la canzone che sta uscendo dalla scatola magica a caso.
Per l'ennesima volta specchio frantumato. Io mi mostro solo col viso storto. Non mostro altri segni di cedimento.
Poi solo poi...da sola....nel segreto di questa stanza lascerò che sia....
Non so mentire. Non voglio mentire. Non voglio reiterare. Non voglio essere trattata come una figurina.
Sta sera il rosa non me lo invento. Non mi serve a niente la finzione di cartone.
Cuore vuoto.
Sì lo so, che probabilmente mi distrarrò con un invito a cena. Che probabilmente indosserò vertiginosi tacchi. Ma questa volta non saranno macchiati di stelle, come direbbe un certo poeta.
Le stelle non riesco a vederle. Il primo graffio di Luna in cielo sembra un'unghia.
Sembra neve questo freddo....è sangue scosso quello che mi fa tremare.
Archivio il discorso.
Parere sul dolo.
Simulazione Atto.
Tribunale.
Lezione.
Lezione.
Passeggiata tra le luci colorate.
Zucchero Filato.
Bolle di Sapone.
Io con me.
Niente cuore. Niente puttanate che non rientrino in quel trafiletto fattosi IMPEGNO. Niente minchiate. Niente boiate su un fidanzato infelice che non sa lasciarsi per un arcano motivo, a me ignoto. Forse è solo il comodo. Fine. Chiuso. Archiviato. Da capo.
Cuore Altrove.
lunedì, 19 ottobre 2009

Non serve a niente il caffè bevuto lento, sorseggiato con calma, giusto per seguire i miei ritmi.
E' vero sono incazzata. Incazzata nera.
Insomma credo che se è vero che la gente divorzia, si lascia, va dagli avvocati, scombussola la propria esistenza, e ne vedo tanta pure per lavoro di gente che trova il coraggio di ribaltare il tavolo, con tutte le conseguenze annesse e connesse, mi sovviene un punto di domanda. E' così difficile lasciare qualcuno?E dire chiaro e tondo è finita.
E le storie, parliamoci chiaramente, non finiscono perchè c'è qualcuno di estraneo alla coppia, finiscono perchè non esiste più la coppia.
Ci vogliono la spendita di interi mesi e settimane? Quanto tempo occorre? Io ho smesso di aspettare. Per scelta e convinzione. E non so reggere chi finge che tutto sia come prima, che riesce a stare nella stessa medesima situazione ipocritamente. Non è un atto eroico l'Amore.
Mi si attorciglia lo stomaco. Ho i crampi. Non sono l'altra, non voglio fare l'altra, non posso essere l'altra.
L'Amore non è comodo, non è compromesso. L' Amore è Anarchico.
Sotto la voce anarchia : si trova anche assenza di regole. Provate a governare un cuore, a domare i suoi battiti, provate ad arrestarlo che lui va di suo involontariamente.
Ed allora tutto si fa estremamente semplice e non ho più bisogno di tormentarmi vomitando domande. Ho tutte le risposte.
"L'Amore è la risposta a tutte le tue domande".
lunedì, 12 ottobre 2009

Stronza come un uomo.
Se ho fame mangio, se ho voglia di una cosa prendo. Se non dura non me ne importa più di tanto. Io conosco la bellezza del particolare, io so esaltare mentendo. Io so creare ammalianti carezze e non sentire niente.
Stronza perchè a tutto do un prezzo.
A volte però mi ricordo che qualcuno una traccia di sè mi ha dato come schiaffo sonoro.
Esiste un dopo. E dopo che siamo? Estranei? Dopo che ti ho dato tutta me stessa? No. Il circolo degli stupidi amanti l'ho chiuso. Non lo riapro nemmeno per sfizio. Perchè ora non mi va. E mi fermo sul più bello.
A volte non nascondo che il richiamo della carne sia forte. Ebbene ragiono come un uomo? Mi comporto da uomo? E non chiedo scusa se dopo sarò già volata via. Via a cercare nella pioggia e nel vento il viso di Preciouss. Come ora.
Stronza semplicemente perchè istigare è un mio piacere perverso.
Stronza perchè vedere cadere qualcuno mi fa ridere. Ed ancora di più presentargli il conto di tutti i suoi limiti.
Stronza perchè sono cinica.
Stronza perchè so cos'è la tenerezza e la uso per mio uso e consumo. Non per la sua essenza. Stronza perchè il cuore è altrove.
Stronza perchè in fondo ci nasci.
Stronza solo stronza. Che non si chiede un fottutissimo perchè tra la rabbia e la fredda ruga che scorre sul vetro fatta acqua. Io non piango.
Stronza perchè ho giocato col re degli stronzi.
Stronza perchè la poesia è solo qualcosa per chi stronza non mi ha conosciuta mai.
E potrei passare tra la folla indisturbatamente. Ora. Che per rabbia e per amore...si amore...perchè ancora non si schioda il suo bacio.E tra frantumi di stelle, schegge sparse su questo pavimento di una stanza disordinata, filtra una luce irreale che io solo io riconosco. Solo io vedo.
Stronza...perchè conosco l'arte della seduzione ci gioco e lascio che poi scorra l'abbandono. Ma nessuno puo' abbandonarmi perchè io non appartengo a nessuno se non a me stessa.
E se sta sera qualcuno dovesse chiedermi di esser dolce direi non posso più sono solo una stronza che passa le sue fragilità smerigliate a qualcuno che a distanza ama il riflesso di ciò che sono e non osa toccarmi...
Stronza perchè non servono le ali dell'angelo.
lunedì, 05 ottobre 2009

Lo vedi? Io sì, noi due non ci siamo cercati come pagliuzze disperse in un olimpo di finte vanità.
Noi due ci siamo accortamente scelti, studiati, assaporati e poi divorati.
Gli altri, il resto o ciò che rimane, pure del circo degli stupidi amanti è cipria pesante, velo di stucco. Colore fittizio in noiosi domenicali pomeriggi o scialbe mattine, notti di niente.
Non faccio intingere le dita in un piacere filante che fuoriesce vischioso e liquido...caldo...dolce infinitamente dolce solo raramente acre mi dici...il mio sapore che nel suo culmine massimo si fa contrastante tra il dolce e il salato...in una composizione perfetta, solo a te concedo i piccoli morsi. E solo a te lascio la sete. Agli altri no. Gli altri si limitano a trattarmi come una figurina tra il gotico e il barocco.
Cercano di scoprire lembi di pelle come se spiare già li soddisfacesse pienamente. No, l'eros è un altro gioco ed io e te lo sappiamo.
Io mi annoio facilmente. Mi stanco. Pure della bellezza imbarazzante di occhi chiari...mi stanco se altro non trovo che un uomo che cerca solo e soltanto il suo personale piacere...e sarebbe capace pur di venire di dire amore ti amo.
Direbbe una cara amica e ne sposo tutta la sua favolosa ratio " se non mi apri il cuore non si aprono nemmeno le cosce"
La concezione è un'altra cosa.
E' abbandono, non parola. E l'abbandono è un atto che si fa fatto quando io e te ci scambiamo pure l'Anima nell'abbraccio carnale.
Non so se in quel momento esploda l'infinito o inizi a crescere il tuo piacere. So che accade così tutte le volte che ti sento dentro.
Anche le volte che mentre mi penetri io volo via....e poi chissà come con la semplice carezza mi riconcili col tuo corpo...fissandomi lo sguardo sulle labbra pronte al bacio.
Io esalto e canto la tua bellezza, per ostentazione, per opulenza, per distrazione, per contraddizione, per affetto.....forse non so magari anche per amore.
Ma la risposta su cosa provo per te ancora nitida non appare.
Confessare diventa abdicare...abdicare esporre il fianco. Ed anche in questo siamo identici e speculari.
Forse non mi ascolto abbastanza, forse in vero non voglio sentirmi, o forse non provo niente.
Nel momento in cui mi dico che non provo niente torni ad ossessionarmi...e quando vorrei ancora amarti a sfuggirmi...che sia un tango l'abbiamo scoperto da un po'...pure fatalmente sulle note di vuelvo al sur...dove ciò che è accaduto lo sappiamo solo noi.
E non so se voglio di più o se viverti fino in fondo.
Perchè nell'aria ancora qualcosa di leggero interseca amabilmente le mie mani e la mia pelle bagnata dalla pioggia.
La pioggia che ripara le arsure della terra spaccata e la pioggia che travolge con la sua violenza.
Sono poi le gocce di poesia, inchiostro di me.
Urlo solo sono Pronta.
E vivo senza più immaginare la forma di un bacio....
lunedì, 28 settembre 2009

Io li percorrevo assorta questi labiritici corridoi fatti arte
Appesi e disposti bene alle parete le parole e le tele...pure la pietra vulcanica diventa dipinto. Pure la pietra assume il battito del cuore.
E l'odore....che mi invadeva portato dal vento caldo del deserto che avanzava deciso ed invadente e non aveva nuvole lo riconoscevo : era la sua essenza.
Ho lasciato così che mi attraversasse da parte a parte senza opporre resistenza alcuna. Era sotto lo sterno e cresceva e non era semplice respiro...era l'esatta e precisissima sensazione di sentirsi, di comunicare nonostante pareti, chilometri, sabbia, cieli smerigliati di cocci di stelle e di una luna nuovamente brillante, di cera di santi, di passanti veloci ed avventori in una piazza, di fotografie rubate al tempo.
Il tempo senza tempo.
E non so bene definire se era lui che ritornava a me o se fossi io a ritornare a me stessa o se fossimo semplicemente entrambi.
Una voce parte chiara ed alta dal silenzio e mi pone delle domande.
Mi chiede di non mentire.
Di non mentire sopratutto negli affetti e di non dire mai ti amo se non lo sento visceralmente.
Io so come far credere la bugia esatta verità. Io ho finto il piacere, ho finto risate, ho finto fiducia, ho finto rispetto...ho interpretato un ruolo incrostando ed incarcerando qualcosa di assolutamente puro...ed in quanto assoluto : sciolto.
Non è vero che gli eventi si ripetono. Cambia tutto...pure i profili gloriosi delle montagne.
Cosa provi la voce incessante chiede.
Il mio cuore è dilaniato? A volte....percorso da lunghi brividi anche.
Quanti modi di amare esistono? Innumerevoli la voce risponde. e poi <<Tu ami? Cosa provi per lui?>>
La risposta si incolla serrata sulle labbra. Era la sete di conquista? Era dimostrare che sapevo sedurre un uomo e potere avere la sua completa dedizione? Miseri uno ad uno si spogliano i miei alti pensieri. Quelle sapienti impalcature sceniche da bimba scaltra...Cosa provavi aggiunge la voce mentre facevi l'amore con lui?
Ho danzato sul suo corpo...muovendomi, scoprendo il mio tempo, il mio andare e godevo dell'abbandono. Era danzare mentre le mani in aria tracciavano dei cerchi, come se muovessero mille campanellini tintinnanti e tutto l'infinito partecipasse a quel disegno di aria....
e le mani anche ora non sanno stare ferme. Cosa provi chiede ancora severa la voce? Poesia se penso all'assenza di uomo. Chè correre, correre forte inventandomi il rosa mi ha dato sempre come un margine di stabilità....si tutte le volte che volevo esser rassicurata.
Come se l'amore fosse garanzia.
L'amore in quella stanza, il bacio avuto...sulle note del mio tango...quel prepotente aversi...viversi pure a momenti...nel coraggio di osare....di rimanere nudi tra la folla...di una nudità indecente per il solo piacere di dare piacere, di giocare, di ridere, di godere forte...e poi in silenzio....questa voce mi dà quelle risposte che mai avrei voluto sentire.
Esiste l'abbraccio che mi ha fatto sentire l'infinito.
Esiste l'amore di un uomo che mi ha regalato i suoi Mirò...e tutte quelle parole frammentate che solo ora prendono forma...come la scia bianca sul mio mare....
E le notti continuano ed altre albe si accavallano. Ed io sono ferma a giocare ancora ed ancora sul tavolo di altri giocatori che non trasformerò nemmeno in stupidi amanti. Mi accarezzano le note di certe canzoni, mi umiliano i microeventi di uomini che sarebbero capaci di dirti di tutto pur di venire...come se io altro non fossi che un conduttore di erotismo fine all'eiaculazione.
Tutto continua ad accadere nonostante un operoso cercare di stare ferma. Che mai mi sarei detta quanto potessi esser così importante...sì importante per lui.
" Stai bevendo da solo"
" Non ci avevo fatto caso"
" Non si beve da soli, bisogna brindare"
" A cosa? "
" Alle cose belle "
" Le mie cose belle sono finite "
" Non c'è nessuna cosa bella per te? "
" Tu sei una cosa bella..."
sorrido stupita ingurgitando un sorso di vino bianco ghiacciato dal nome impronunciabile, scelto da lui accortamente...Solo poi avrei fatto caso a questa frase rimasta dentro oltre il fondo consumato di un tulipano...e l'espressione del suo viso, che rimane mia e non traduco.
Chieditelo, insiste ancora la voce, cosa provi per quell'uomo.
Chieditelo Elisa.
martedì, 22 settembre 2009

Di spalle, senza girarmi, senza darti più importanza, senza nemmeno vedere la tua grottesca figura di uomo impegnato....
Ormai tutto mi stanca troppo presto, perdo interesse in un battito di ciglia e prepotente e prorompente si apre lo sbadiglio...noia.Annoiata da tutto questo velare, svelare, ignorarsi, poi ritrovarsi....Annoiata.
Pure le parole si sono stancate di esistere e volano altrove...finiscono in qualche parte a me ignota. Lo vedi non corro. Rimango di schiena. Continuo imperterrita a darti le spalle.
Cosa vedo ti stai domandando? Che ti importa? Quando mai te ne sei curato veramente di cosa provassi, di cosa sentissi, di cosa vedessi.
Insisti e chiedi. Già perchè il silenzio ti è stato sempre o troppo comodo o troppo stretto. E' il rirtratto egoista che sfora e non è un'immagine falsata e bugiarda. E' nitidamente perfetta.
Sono intollerate ed oramai lo sai. Non ti concedo replice. Nè ti do risposte in cui in qualche modo speri o cerchi di carpire dalle smorfie del mio viso.Ma non puoi vederlo. Ti ho concesso solo le spalle.
Fa freddo se senti dei brividi lungo la schiena salire? O è calore dell'eccitazione che tanto questa volta non potrai mordere...affondando il tuo corpo dentro al mio corpo.
E' finita pensi.
E che mi importa del tuo pensiero. Che mi importa? Una volta fu rabbia, un'altra fu amore, che celò e giustificò pure la violenza.
Poi mi accade di rimanere ferma, immobile, di trattenere il più possibile il respiro e si accavallano come onde gonfie e precipitose, onde di un mare agitato, i ricordi. Una pioggia incessante di volti, eventi, scuse, alibi ed il senso puro della giustizia.
Lo ricordi vero? l'abito bianco da giglio che indossavi? Lo ricordi con quanta malvagità hai infangato qualcuno che ci credeva davvero? Sì esiste qualcuno che sente certe cose vocazione, come spirito di abnegazione. Tu lo sappiamo bene entrambi. Tu non sei niente. Sei un fantoccio che farebbe bene ad usare bene il corredo che ti hanno dato.
Però vedi adesso non è più un mio pensiero...l'ho lasciato colare una sera di luglio, mentre lacrimava corposo un vino bianco...insieme alle mie ultime lacrime. Mi è stato chiesto il conto e la ragione. Io ho risposto. Ho tremato, ero solo vulnerabile. Ora no.
Ora hai le mie spalle. Bada bene solo quelle. Oltrepassali senza fermarmi i gradini del tribunale vai oltre. Perchè sei uno scempio in tante colonne.
Allo specchio non ci sono giudizi, non ci sono pensieri, non ci sono risposte: ci sono immagini.
Ora solo ora lo so che il cuore me l'hanno restituito gli angeli...ora lo so che posso tornare ad amare senza paure....ora solo ora lo so....
Tu sei in dietro di spalle....Io sono andata avanti.
giovedì, 27 agosto 2009

Nemmeno la voce di Edith Piaf saprebbe meglio spiegare cosa sia....
Il solo in compagnia....immerso in una serie di risate e caroselli affolato locale tra cenere e musica, sguardi distratti, carezze accorte....piaceri perversi.
La strada: i passi...il rumore delle macchine, il vocio della gente, che corre, che pensa a stessa e va...va sempre veloce....o a graffiare vetrine di oggetti assolutamente bellissimi ed inutili...come alcune delle mie tanto sognate borse.
Eppure se ci penso bene bene....tra la folla ho sentito a New York la prima volta il cuore...e nella folla ho abbandonato pensieri storpi, amori rovinosi e rovinati....nella folla attraversandola a testa alta spesso ho riso, altre con occhiali scuri e lo sguardo vitreo cristallizato nella pioggia...
Nella folla della fiera a scovare oggetti e trovare ligneo una statua dell'infinito...lo zucchero filato, il suo inconfondibile odore.
Nella folla ho pestato un dolore pesto.
Tra la folla ho sognato il volto di uno sconosciuto che avessi gli occhi pieni di mare...fatti di mare....rubati al mare...
diceva Pablito Neruda.....che da giovani si scrive per via della solitudine....da grandi per il contatto con la gente....e la folla....è sono persone e persone variegate che si muovono, si scontrano, spesso restano estranee e poi chissà come un ispiegabile caso le rende vicine...amanti o unisono....
Quel prodigioso caso della folla....
Orazio invece diceva che la evitava...il volgo.....non era per lui....
Ma forse a furia di scappare da tanti occhi, da tanto vocio, non è come incarcerarsi in una gabbia di fitti ricordi....diventati putridi....diventati ossessione maniacale verso qualcosa che per FORTUNA NON TORNA?
Oggi ho risposto a questa domanda "che fine hanno fatto i tuoi uomini"....con il piatto piange. Non c'è nessuno ho aggiunto. Nemmeno a volerlo inventare...uno ad uno come candeline tremolanti su una torta gelato squagliata sono scomparsi.....fagocitati da qualcosa che non mi so spiegare....ed invece sì....l'abbandono come un lutto fa parte della vita...nell'andare normale delle cose....fasi cicliche invertite forse come certe stagioni...che promettono fiori e viene giù la grandine
Ma la folla....quel variopinto colore di vestiti danzanti mi conferma che c'è una distanza abissale tra l'innamoramento e l'amore.
e mi dicono di avere fiducia....e mi dicono di crederci ancora....
Io tutto quello che spero di poter fare presto...è fissare l'azzurro su una terrazza e godermi una granita di mandorle....su ciottoli di pietra lavica...levigati dai passi e dai sogni...di un'incessante folla....
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